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Paura di volare: i rimedi che funzionano e quelli che no

Elia Tramarin 8 minuti di lettura 21 agosto 2026
Sei percorsi che partono insieme: cinque si spengono prima del traguardo, uno solo lo supera e prosegue verso un aereo
Partono tutti uguali. Non arrivano tutti nello stesso posto.

Cerchi «paura di volare rimedi» e trovi sempre la stessa lista: respira piano, non bere caffè, siediti vicino alle ali, guarda un film, parla con il vicino. Sono consigli quasi tutti veri, e li trovi identici su venti siti diversi.

Il problema è un altro: nessuno ti dice a cosa serve ciascuno. E non servono tutti alla stessa cosa.

Questo articolo li mette in fila e prova a dirti, per ognuno, cosa fa davvero. Compresi i due o tre che secondo me puoi tranquillamente lasciar perdere.

Cosa trovi in questo articolo
  1. I rimedi sono di due tipi
  2. Quelli che funzionano davvero
  3. Rimedi naturali: cosa aspettarsi
  4. Alcol e pastiglia, un discorso a parte
  5. Quelli che non funzionano quasi mai
  6. Rimedio o soluzione: come li distingui
  7. Da dove partire, in concreto

I rimedi sono di due tipi

Prima di guardarli uno per uno serve una distinzione, perché è quella che fa la differenza tra chi risolve e chi prova dieci cose e resta dov'era.

Ci sono i rimedi che abbassano il volume: agiscono sul corpo o sull'attenzione mentre sei già seduto in poltrona, e ti fanno arrivare a destinazione in condizioni migliori. Respirazione, posto giusto, distrazione, tisana la sera prima.

E ci sono i rimedi che tolgono l'allarme: agiscono sul motivo per cui parte, e dopo non hai più bisogno dei primi.

Nessuna delle due famiglie è sbagliata. L'errore è chiedere alla prima il lavoro della seconda, e poi concludere che «non funziona niente».

Un rimedio ti porta a destinazione. Non ti toglie la paura del volo di ritorno.

Tienilo presente mentre leggi il resto: quasi tutto quello che trovi in giro, compresa buona parte di quello che scrivo qui sotto, sta nella prima famiglia.

Quelli che funzionano davvero

Questi reggono, nel senso che una differenza la senti. Sono ordinati da quello che pesa di più a quello che pesa di meno.

I primi tre meritano qualche riga in più, perché è lì che si sbaglia l'esecuzione.

La respirazione, fatta come si deve

Quasi tutti la provano e quasi tutti la abbandonano dopo trenta secondi, dicendo che non serve. Il motivo è che la fanno al contrario: respirano di più, a fondo, riempiendo il petto. Così si aumenta la ventilazione e ci si sente peggio.

Il punto non è respirare di più, è espirare più a lungo di quanto inspiri. Un ritmo che funziona per quasi tutti è quattro secondi dentro dal naso e sei fuori dalla bocca, piano, come se soffiassi su una candela senza spegnerla. Una mano sulla pancia aiuta a controllare che si muova quella e non le spalle.

E va tenuto tre o quattro minuti. Sotto il minuto non si sente niente, e si conclude che non funziona.

Provalo adesso, che sei tranquillo, non la prima volta a diecimila metri. Un esercizio nuovo tentato nel momento peggiore fallisce quasi sempre, e ti convince di una cosa falsa.

Dirlo a chi lavora a bordo

È il consiglio con il rapporto fatica-risultato migliore di tutti, ed è quello che quasi nessuno segue, per imbarazzo.

Per l'equipaggio è ordinaria amministrazione: capita su ogni volo, visto che una persona su quattro prova ansia in aereo. Non fanno alcuna scenata. Ti passano accanto più spesso, ti spiegano un rumore se lo chiedi, e soprattutto ti avvisano prima se è previsto un tratto mosso. Quel «prima» vale moltissimo.

Il posto

La zona sopra le ali è vicina al baricentro dell'aereo, quindi è quella che oscilla meno. La coda è il posto dove i movimenti si amplificano di più.

Poi dipende da cosa ti dà fastidio: se è il senso di chiusura, meglio il corridoio. Se è il non sapere cosa sta succedendo, meglio il finestrino, perché vedere l'orizzonte restituisce i riferimenti che l'orecchio interno ha perso. Non c'è un posto giusto in assoluto, c'è quello giusto per la tua paura.

Sui rumori e sui sobbalzi ho scritto un pezzo a parte, che spiega cosa sta succedendo davvero quando l'aereo si muove: paura delle turbolenze, cosa succede davvero all'aereo.

Rimedi naturali: cosa aspettarsi

Valeriana, camomilla, melissa, passiflora, biancospino, i granuli di omeopatia, la melatonina per i voli lunghi. Sono la parte più cercata e quella su cui girano le promesse più grosse.

La versione onesta è questa: hanno un effetto blando e molto soggettivo. C'è chi si rilassa e chi non nota niente, e una parte importante del beneficio arriva dal rito, cioè dal fatto che ti stai occupando di te prima di partire, più che dalla sostanza in sé.

Detto questo, non li butto via. Se una tisana la sera prima ti fa dormire meglio, arrivi al gate con qualche ora di sonno in più, e la stanchezza è benzina per l'ansia. Vale come aiuto di contorno, non come rimedio.

Una cosa però va detta chiara: niente va combinato di tua iniziativa con qualcosa che stai già prendendo, nemmeno se è naturale. Su questo si chiede al farmacista o al medico, che è la persona giusta. Io non lo sono.

Alcol e pastiglia, un discorso a parte

Il bicchiere prima dell'imbarco e la pastiglia «solo per stavolta» sono i due rimedi più usati in assoluto, e non li metto nella lista di sopra per un motivo preciso.

Funzionano, nel senso che il volo lo fai. Ma insegnano al cervello una cosa sbagliata: che sei arrivato grazie a quello. Il volo dopo ne servirà ancora, e la paura nel frattempo non si è mossa di un millimetro.

L'alcol in più fa un danno secco: dà una calma di venti minuti e poi lascia il battito accelerato proprio quando sei in quota.

Se stai prendendo qualcosa che ti ha prescritto un medico, questo articolo non c'entra e non è cosa mia: quello si discute con chi te l'ha dato. Il tema l'ho aperto per esteso qui: paura di volare senza farmaci, si può ma non come pensi.

Quelli che non funzionano quasi mai

Anche questi li trovi in tutte le liste. Li metto per ultimi perché non fanno danno, ma ti fanno perdere tempo e ti convincono che il problema sei tu.

  1. Ripetersi le statistiche. Le sai già, e non hanno mai calmato nessuno.
  2. Cercare di non pensarci. Per non pensarci devi pensarci.
  3. Volare e basta, sperando che passi. Senza metodo si conferma la paura.
  4. Studiare gli incidenti aerei. Cerchi rassicurazione e trovi materiale nuovo.
  5. Delegare tutto a chi ti accompagna. Ti toglie l'ultimo pezzo di controllo.

Sul primo vale la pena spendere due parole, perché è il consiglio numero uno di praticamente tutti. Le statistiche sono vere: l'aereo è il mezzo più sicuro che esista. Solo che l'informazione e l'allarme viaggiano su strade diverse e non si parlano. Puoi sapere tutto e avere lo stesso le mani sudate al decollo, e questo non dice niente sulla tua intelligenza. Se la cosa ti riguarda da vicino, l'ho spiegata qui: perché ho paura di volare anche se so che è sicuro.

Il terzo è quello che costa di più. Molti si impongono di volare spesso pensando che l'abitudine faccia il lavoro. A volte succede, ma quando ogni volo viene passato stringendo i braccioli, quello che si allena non è la calma: è la convinzione di essere sopravvissuto per un pelo un'altra volta.

Rimedio o soluzione: come li distingui

C'è un modo semplice per capire in quale delle due famiglie sta una cosa che stai provando. Guarda cosa ti aspetta al volo successivo.

Sta funzionando se

  • Non prepari il volo con giorni di anticipo
  • Non ti serve nessun oggetto o rito preciso
  • Guardi il ritorno senza contare i giorni

Stai solo gestendo se

  • Il volo lo fai, ma paghi la settimana prima
  • Senza quella cosa specifica non partiresti
  • Scegli le mete in base a quanto si vola

La colonna di destra non è un fallimento. È semplicemente il segno che stai usando rimedi della prima famiglia per un lavoro della seconda, e che finché li usi così la paura resta lì dov'è.

Da dove partire, in concreto

Se hai un volo in programma e vuoi qualcosa da fare da oggi, l'ordine è questo.

  1. Prova la respirazione a casa. Tre minuti al giorno, quando sei tranquillo.
  2. Scegli posto e orario. Sopra le ali, volo diretto, primo mattino.
  3. Impara i rumori in anticipo. Così a bordo non ce n'è nessuno nuovo.
  4. Dillo all'equipaggio salendo. Una frase, e cambia tutto il volo.
  5. Decidi se ti basta gestirla. Se la risposta è no, quello è un altro lavoro.

I primi quattro punti, con gli esercizi scritti per esteso e la spiegazione di cosa succede a bordo minuto per minuto, stanno nella guida gratuita: si scarica lasciando solo la mail e non impegna a niente.

Sul quinto sono di parte, quindi lo dico e basta: quello che faccio io è la seconda famiglia. Si lavora online, one to one, e nella maggior parte dei casi bastano uno o due incontri. Non è magia ed è spiegato passo per passo in come superare la paura di volare, così puoi decidere con calma se ha senso per te.

Domande frequenti

Qual è il rimedio più efficace contro la paura di volare?
Dipende da cosa ti aspetti. Se ti serve arrivare a destinazione la settimana prossima, il rimedio più solido è la respirazione lenta con l'espirazione più lunga dell'inspirazione, perché è l'unica cosa che agisce sul corpo mentre sei seduto e non richiede niente. Se invece vuoi smettere di avere paura, nessun rimedio da lista lo fa: quelli servono a gestire, non a togliere.
I rimedi naturali per la paura di volare funzionano?
Valeriana, camomilla, melissa, passiflora e simili hanno un effetto blando e molto soggettivo, e buona parte del beneficio arriva dal rito di prepararsi al volo più che dalla sostanza. Possono smussare la tensione, non tolgono la paura. Non vanno mai combinati di tua iniziativa con altro che stai già prendendo: su questo si chiede al farmacista o al medico.
Come si respira in aereo per calmare l'ansia?
Il punto non è respirare di più, è espirare più a lungo di quanto inspiri. Un ritmo che funziona per quasi tutti è quattro secondi dentro dal naso e sei fuori dalla bocca, piano, con una mano sulla pancia per sentire che si muove quella e non il petto. Va tenuto tre o quattro minuti: sotto il minuto non si sente niente e si conclude che non serve.
Qual è il posto migliore in aereo se si ha paura di volare?
La zona sopra le ali, perché è vicina al baricentro dell'aereo ed è quella dove i movimenti si sentono meno. Poi dipende da cosa ti dà fastidio: se è il senso di chiusura meglio il corridoio, se è il non sapere cosa succede meglio il finestrino, perché vedere l'orizzonte aiuta a ritrovare i riferimenti.
Devo dire all'equipaggio che ho paura di volare?
Sì, è una delle cose più utili e una delle meno fatte. Per loro è ordinaria amministrazione, capita su ogni volo, e non fanno alcuna scenata: passano più spesso, spiegano i rumori, ti dicono in anticipo se è previsto un tratto mosso. Sapere prima cambia parecchio, perché gran parte dello spavento in volo è sorpresa.
Chi sono

Mi chiamo Elia Tramarin e faccio il coach specializzato nella paura di volare. Lavoro online, one to one, con chi vuole togliersi questo peso in fretta: nella maggior parte dei casi bastano uno o due incontri.

Non sono una figura sanitaria. Non faccio diagnosi, non tratto disturbi e non sostituisco un percorso clinico. Quando quello che una persona si porta dietro esce dal mio ambito, mi appoggio a Ilaria Repossi, psicoterapeuta con studio a Milano, e indirizzo lì. Preferisco perdere un cliente piuttosto che prendermi un lavoro che non è il mio.

Come lavoro, nel dettaglio →

Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non costituisce parere medico né psicologico e non promette alcun risultato. Nessuna delle cose scritte qui va usata per cambiare, sospendere o iniziare qualcosa che ti è stato prescritto: quello si decide solo con il medico. Se la paura interferisce in modo importante con la tua vita quotidiana, il riferimento è il tuo medico o uno psicoterapeuta.

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