Cerchi «paura di volare rimedi» e trovi sempre la stessa lista: respira piano, non bere caffè, siediti vicino alle ali, guarda un film, parla con il vicino. Sono consigli quasi tutti veri, e li trovi identici su venti siti diversi.
Il problema è un altro: nessuno ti dice a cosa serve ciascuno. E non servono tutti alla stessa cosa.
Questo articolo li mette in fila e prova a dirti, per ognuno, cosa fa davvero. Compresi i due o tre che secondo me puoi tranquillamente lasciar perdere.
I rimedi sono di due tipi
Prima di guardarli uno per uno serve una distinzione, perché è quella che fa la differenza tra chi risolve e chi prova dieci cose e resta dov'era.
Ci sono i rimedi che abbassano il volume: agiscono sul corpo o sull'attenzione mentre sei già seduto in poltrona, e ti fanno arrivare a destinazione in condizioni migliori. Respirazione, posto giusto, distrazione, tisana la sera prima.
E ci sono i rimedi che tolgono l'allarme: agiscono sul motivo per cui parte, e dopo non hai più bisogno dei primi.
Nessuna delle due famiglie è sbagliata. L'errore è chiedere alla prima il lavoro della seconda, e poi concludere che «non funziona niente».
Un rimedio ti porta a destinazione. Non ti toglie la paura del volo di ritorno.Tienilo presente mentre leggi il resto: quasi tutto quello che trovi in giro, compresa buona parte di quello che scrivo qui sotto, sta nella prima famiglia.
Quelli che funzionano davvero
Questi reggono, nel senso che una differenza la senti. Sono ordinati da quello che pesa di più a quello che pesa di meno.
- Respirare con l'espirazione lunga. Il rimedio più solido, e costa zero.
- Dirlo all'equipaggio. Utilissimo, e quasi nessuno lo fa.
- Scegliere il posto sopra le ali. È dove i movimenti si sentono meno.
- Sapere cosa sono i rumori. Metà dello spavento a bordo è sorpresa.
- Volo diretto e di mattina. Meno ritardi, meno ore per rimuginare.
- Arrivare in aeroporto senza correre. La fretta parte già come allarme.
- Lasciar perdere caffè ed energetiche. Danno gli stessi segnali della paura.
I primi tre meritano qualche riga in più, perché è lì che si sbaglia l'esecuzione.
La respirazione, fatta come si deve
Quasi tutti la provano e quasi tutti la abbandonano dopo trenta secondi, dicendo che non serve. Il motivo è che la fanno al contrario: respirano di più, a fondo, riempiendo il petto. Così si aumenta la ventilazione e ci si sente peggio.
Il punto non è respirare di più, è espirare più a lungo di quanto inspiri. Un ritmo che funziona per quasi tutti è quattro secondi dentro dal naso e sei fuori dalla bocca, piano, come se soffiassi su una candela senza spegnerla. Una mano sulla pancia aiuta a controllare che si muova quella e non le spalle.
E va tenuto tre o quattro minuti. Sotto il minuto non si sente niente, e si conclude che non funziona.
Provalo adesso, che sei tranquillo, non la prima volta a diecimila metri. Un esercizio nuovo tentato nel momento peggiore fallisce quasi sempre, e ti convince di una cosa falsa.
Dirlo a chi lavora a bordo
È il consiglio con il rapporto fatica-risultato migliore di tutti, ed è quello che quasi nessuno segue, per imbarazzo.
Per l'equipaggio è ordinaria amministrazione: capita su ogni volo, visto che una persona su quattro prova ansia in aereo. Non fanno alcuna scenata. Ti passano accanto più spesso, ti spiegano un rumore se lo chiedi, e soprattutto ti avvisano prima se è previsto un tratto mosso. Quel «prima» vale moltissimo.
Il posto
La zona sopra le ali è vicina al baricentro dell'aereo, quindi è quella che oscilla meno. La coda è il posto dove i movimenti si amplificano di più.
Poi dipende da cosa ti dà fastidio: se è il senso di chiusura, meglio il corridoio. Se è il non sapere cosa sta succedendo, meglio il finestrino, perché vedere l'orizzonte restituisce i riferimenti che l'orecchio interno ha perso. Non c'è un posto giusto in assoluto, c'è quello giusto per la tua paura.
Sui rumori e sui sobbalzi ho scritto un pezzo a parte, che spiega cosa sta succedendo davvero quando l'aereo si muove: paura delle turbolenze, cosa succede davvero all'aereo.
Rimedi naturali: cosa aspettarsi
Valeriana, camomilla, melissa, passiflora, biancospino, i granuli di omeopatia, la melatonina per i voli lunghi. Sono la parte più cercata e quella su cui girano le promesse più grosse.
La versione onesta è questa: hanno un effetto blando e molto soggettivo. C'è chi si rilassa e chi non nota niente, e una parte importante del beneficio arriva dal rito, cioè dal fatto che ti stai occupando di te prima di partire, più che dalla sostanza in sé.
Detto questo, non li butto via. Se una tisana la sera prima ti fa dormire meglio, arrivi al gate con qualche ora di sonno in più, e la stanchezza è benzina per l'ansia. Vale come aiuto di contorno, non come rimedio.
Una cosa però va detta chiara: niente va combinato di tua iniziativa con qualcosa che stai già prendendo, nemmeno se è naturale. Su questo si chiede al farmacista o al medico, che è la persona giusta. Io non lo sono.
Alcol e pastiglia, un discorso a parte
Il bicchiere prima dell'imbarco e la pastiglia «solo per stavolta» sono i due rimedi più usati in assoluto, e non li metto nella lista di sopra per un motivo preciso.
Funzionano, nel senso che il volo lo fai. Ma insegnano al cervello una cosa sbagliata: che sei arrivato grazie a quello. Il volo dopo ne servirà ancora, e la paura nel frattempo non si è mossa di un millimetro.
L'alcol in più fa un danno secco: dà una calma di venti minuti e poi lascia il battito accelerato proprio quando sei in quota.
Se stai prendendo qualcosa che ti ha prescritto un medico, questo articolo non c'entra e non è cosa mia: quello si discute con chi te l'ha dato. Il tema l'ho aperto per esteso qui: paura di volare senza farmaci, si può ma non come pensi.
Quelli che non funzionano quasi mai
Anche questi li trovi in tutte le liste. Li metto per ultimi perché non fanno danno, ma ti fanno perdere tempo e ti convincono che il problema sei tu.
- Ripetersi le statistiche. Le sai già, e non hanno mai calmato nessuno.
- Cercare di non pensarci. Per non pensarci devi pensarci.
- Volare e basta, sperando che passi. Senza metodo si conferma la paura.
- Studiare gli incidenti aerei. Cerchi rassicurazione e trovi materiale nuovo.
- Delegare tutto a chi ti accompagna. Ti toglie l'ultimo pezzo di controllo.
Sul primo vale la pena spendere due parole, perché è il consiglio numero uno di praticamente tutti. Le statistiche sono vere: l'aereo è il mezzo più sicuro che esista. Solo che l'informazione e l'allarme viaggiano su strade diverse e non si parlano. Puoi sapere tutto e avere lo stesso le mani sudate al decollo, e questo non dice niente sulla tua intelligenza. Se la cosa ti riguarda da vicino, l'ho spiegata qui: perché ho paura di volare anche se so che è sicuro.
Il terzo è quello che costa di più. Molti si impongono di volare spesso pensando che l'abitudine faccia il lavoro. A volte succede, ma quando ogni volo viene passato stringendo i braccioli, quello che si allena non è la calma: è la convinzione di essere sopravvissuto per un pelo un'altra volta.
Rimedio o soluzione: come li distingui
C'è un modo semplice per capire in quale delle due famiglie sta una cosa che stai provando. Guarda cosa ti aspetta al volo successivo.
Sta funzionando se
- Non prepari il volo con giorni di anticipo
- Non ti serve nessun oggetto o rito preciso
- Guardi il ritorno senza contare i giorni
Stai solo gestendo se
- Il volo lo fai, ma paghi la settimana prima
- Senza quella cosa specifica non partiresti
- Scegli le mete in base a quanto si vola
La colonna di destra non è un fallimento. È semplicemente il segno che stai usando rimedi della prima famiglia per un lavoro della seconda, e che finché li usi così la paura resta lì dov'è.
Da dove partire, in concreto
Se hai un volo in programma e vuoi qualcosa da fare da oggi, l'ordine è questo.
- Prova la respirazione a casa. Tre minuti al giorno, quando sei tranquillo.
- Scegli posto e orario. Sopra le ali, volo diretto, primo mattino.
- Impara i rumori in anticipo. Così a bordo non ce n'è nessuno nuovo.
- Dillo all'equipaggio salendo. Una frase, e cambia tutto il volo.
- Decidi se ti basta gestirla. Se la risposta è no, quello è un altro lavoro.
I primi quattro punti, con gli esercizi scritti per esteso e la spiegazione di cosa succede a bordo minuto per minuto, stanno nella guida gratuita: si scarica lasciando solo la mail e non impegna a niente.
Sul quinto sono di parte, quindi lo dico e basta: quello che faccio io è la seconda famiglia. Si lavora online, one to one, e nella maggior parte dei casi bastano uno o due incontri. Non è magia ed è spiegato passo per passo in come superare la paura di volare, così puoi decidere con calma se ha senso per te.
Domande frequenti
Qual è il rimedio più efficace contro la paura di volare?
I rimedi naturali per la paura di volare funzionano?
Come si respira in aereo per calmare l'ansia?
Qual è il posto migliore in aereo se si ha paura di volare?
Devo dire all'equipaggio che ho paura di volare?
Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Non costituisce parere medico né psicologico e non promette alcun risultato. Nessuna delle cose scritte qui va usata per cambiare, sospendere o iniziare qualcosa che ti è stato prescritto: quello si decide solo con il medico. Se la paura interferisce in modo importante con la tua vita quotidiana, il riferimento è il tuo medico o uno psicoterapeuta.