Quando qualcuno mi dice che ha paura del primo volo, quasi sempre scopriamo che non ha paura dell'aereo. Ha paura di trovarsi in mezzo a un posto enorme senza sapere dove andare, di sbagliare qualcosa davanti a tutti, di far ritardare la fila.
Questo articolo serve a togliere quel pezzo lì. Non parla di coraggio: parla di cosa succede, nell'ordine esatto in cui succede, dal momento in cui entri in aeroporto a quando riprendi la valigia dall'altra parte.
Se sai già cosa aspettarti, resta solo la paura vera. Che è meno di quanto pensi, e di quella parliamo alla fine.
- Quanto prima devi arrivare
- Il check-in e la valigia
- I controlli di sicurezza, senza figuracce
- L'attesa e il gate
- L'imbarco e il tuo posto
- Il decollo, minuto per minuto
- I rumori che sentirai, e cosa sono
- La crociera e l'atterraggio
- Dopo: uscire e ritrovare la valigia
- Se il problema non è la logistica
Quanto prima devi arrivare
Due ore prima per un volo in Italia o in Europa. Tre ore per un intercontinentale. Se è la tua prima volta, aggiungi mezz'ora.
Quella mezz'ora non ti serve per le procedure, che sono più veloci di così. Ti serve per camminare piano, leggere i cartelli senza affanno e sederti da qualche parte prima del gate. La fretta accende tutto: se arrivi di corsa, sali a bordo che sei già partito male.
Regola pratica: arrivare presto costa un caffè in più, arrivare tardi costa il volo. Nel dubbio, presto.
Il check-in e la valigia
Il check-in è solo il momento in cui la compagnia registra che ci sei. Nella maggior parte dei casi lo hai già fatto online dal telefono e hai la carta d'imbarco nel portafoglio digitale: in quel caso, se hai solo il bagaglio a mano, puoi andare dritto ai controlli di sicurezza senza parlare con nessuno.
Se hai una valigia da stiva, cerchi i banchi con il nome della tua compagnia sui monitor, ti metti in fila, consegni la valigia, e ti danno un adesivo con un codice. Quello è lo scontrino del bagaglio: fotografalo, così se la valigia si perde hai il numero.
Documenti: carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto secondo la destinazione. Controllali il giorno prima, non la mattina stessa. È l'unica cosa in tutta la giornata che non si può risolvere sul posto.
I controlli di sicurezza, senza figuracce
È il punto che mette più in ansia chi non c'è mai passato, e paradossalmente è il più semplice, perché non devi fare nulla di creativo: metti le cose in una vaschetta e cammini attraverso un metal detector.
Cosa va tolto e messo nella vaschetta:
- Giacca o cappotto
- Cintura, se ha la fibbia di metallo
- Orologio, monete, chiavi, telefono
- Computer e tablet, fuori dalla borsa e in una vaschetta loro
- Il sacchetto dei liquidi, in una vaschetta a parte
Le scarpe di solito restano ai piedi. Te le fanno togliere solo se suonano.
La regola dei liquidi, che è quella su cui si inciampa di più: contenitori da massimo 100 ml l'uno, tutti dentro un unico sacchetto trasparente richiudibile da circa un litro, uno solo a persona. Conta la capienza stampata sul flacone, non quanto liquido c'è dentro: una crema da 200 ml mezza vuota te la tolgono lo stesso.
Farmaci con ricetta e latte per neonati sono fuori dal limite, basta dichiararli. In alcuni aeroporti nuovi gli scanner permettono di lasciare liquidi ed elettronica dentro la borsa, ma non contarci: preparati come se valesse la regola stretta, e se ti dicono di lasciare tutto dentro, meglio.
Il trucco per non sentirti addosso gli occhi di nessuno: svuota le tasche mentre sei in fila, non quando è il tuo turno. Chi rallenta la coda è sempre chi comincia a cercare le monete davanti alla vaschetta.
L'attesa e il gate
Passati i controlli sei nell'area imbarchi. Da qui in poi non hai più scadenze urgenti: c'è solo un orario e un numero di uscita, che trovi sui monitor.
Il numero del gate a volte compare tardi, anche solo quaranta minuti prima. Non è un problema e non è un ritardo: è normale. Individua il monitor più vicino, controllalo ogni tanto, e quando esce il numero vai lì con calma. Le distanze negli aeroporti grandi sono lunghe, quindi conta dieci o quindici minuti di camminata.
Se ti mette ansia stare fermo, cammina. Se ti mette ansia camminare, siediti in vista del gate. Non c'è una cosa giusta, c'è la tua.
L'imbarco e il tuo posto
Chiamano per gruppi o per file, mostri la carta d'imbarco, percorri un corridoio mobile oppure sali una scaletta, e sei dentro.
Il tuo posto è indicato sulla carta d'imbarco con un numero e una lettera: il numero è la fila, la lettera è la poltrona. Sono scritti sopra la tua testa, sulle cappelliere. Il bagaglio a mano va sopra, le cose che ti servono in volo tienile con te sotto il sedile davanti, perché una volta chiuse le cappelliere alzarsi è scomodo.
Poi c'è l'attesa a portellone chiuso, che spesso è la parte più lunga e per molti la più sgradevole: sei seduto, non si muove niente, e non sai perché. Di solito è carico bagagli, documenti di bordo, o la fila per la pista. Non è mai un buon segno o un cattivo segno, è solo la coda.
Il decollo, minuto per minuto
Il decollo dura molto meno di quanto occupa nella testa di chi lo aspetta. Ecco cosa succede, nell'ordine:
- Il rullaggio. Verso la pista, anche venti minuti negli scali grandi.
- L'allineamento. Una pausa, in attesa dell'autorizzazione.
- La corsa. Fra i venticinque e i quaranta secondi. Rumorosa.
- La rotazione. Il muso si alza, lo stomaco si muove.
- La salita. Inclinata, poi il rumore cala di colpo.
La parte che sorprende di più è la corsa: i motori salgono di colpo e vieni spinto indietro contro lo schienale. Sembra molto più lunga di quanto è, e finisce sempre prima di quanto temi.
Lo stomaco che si muove è la cosa che spaventa di più e la più semplice da spiegare: il tuo orecchio interno percepisce l'accelerazione e la salita, e manda un segnale simile a quello di un ascensore che parte. È la stessa sensazione delle montagne russe, molto più lenta e molto più lunga. Dura pochi secondi e non significa niente.
I rumori che sentirai, e cosa sono
Quasi tutta l'ansia dei primi dieci minuti è fatta di suoni a cui non sai dare un nome. Eccoli:
- Colpo sordo nel primo minuto: il carrello che rientra.
- Il motore che «cala» di colpo: riduzione di potenza dopo la salita.
- Ronzii sotto il pavimento: i flap che rientrano nell'ala.
- Cane che abbaia all'accensione: su alcuni Airbus è una pompa idraulica.
- Din-don ripetuti: l'equipaggio che si parla, non allarmi.
Li senti a ogni singolo volo, e li sentono anche i mille passeggeri che stanno dormendo. La differenza fra loro e te non è il rumore: è che loro sanno già cos'è.
La crociera e l'atterraggio
Dopo la salita l'aereo si stabilizza, il segnale delle cinture si spegne e comincia la parte noiosa, che è quella buona. Passano il servizio, si può andare in bagno, la maggior parte della gente dorme o guarda qualcosa.
Se durante il volo l'aereo sobbalza, quella è turbolenza, ed è un capitolo a sé che ho scritto qui: cosa succede davvero all'aereo quando c'è turbolenza.
L'atterraggio comincia molto prima di quanto sembri: la discesa parte anche mezz'ora prima. Sentirai di nuovo i flap uscire, un colpo del carrello che scende, e il rumore aumentare. Il contatto con la pista può essere morbido o deciso: un atterraggio deciso non è un errore, su piste bagnate o corte è voluto. Subito dopo senti un rombo forte, ed è la spinta invertita che frena. È il momento più rumoroso di tutto il volo e dura pochi secondi.
Dopo: uscire e ritrovare la valigia
Si scende, si segue il flusso. Se sei fuori dall'area Schengen c'è il controllo passaporti, con le file segnalate. Poi i monitor indicano su quale nastro arriva il bagaglio del tuo volo, e lì aspetti.
Se hai solo il bagaglio a mano salti tutto e sei fuori in dieci minuti. E a quel punto, la prima volta, succede una cosa curiosa: ti accorgi che stai già cercando dove si prende il taxi, e che dell'aereo non stai più pensando niente.
Trovi tutti questi passaggi, più le parti sui giorni prima della partenza, nella guida gratuita «Salire a bordo senza paura».
Se il problema non è la logistica
Adesso sai come funziona. Ed è possibile che, leggendo, tu ti sia sentito più tranquillo su alcune cose e per niente più tranquillo sul resto.
Succede quasi sempre, e non è perché hai letto male. Sapere cosa succede toglie l'ansia di sbagliare, non toglie la paura di volare. Sono due cose diverse: la prima è fatta di informazioni che mancano, e infatti si risolve con un articolo. La seconda parte da un altro punto, e le informazioni la sfiorano appena.
Se ti bastasse sapere come funziona, ti sarebbe bastato il primo video che hai guardato.Quando è così, il lavoro da fare non è aggiungere spiegazioni ma intervenire dove quella reazione si è formata. È quello di cui mi occupo, e qui trovi come funziona, passo per passo.
Domande frequenti
Quanto tempo prima bisogna arrivare in aeroporto per il primo volo?
Quali liquidi posso portare nel bagaglio a mano?
Cosa devo togliere ai controlli di sicurezza?
Perché al decollo sento lo stomaco che si muove?
Cosa sono i rumori e i colpi che si sentono dopo il decollo?
Questo articolo ha finalità informative e divulgative. Le procedure aeroportuali possono variare da scalo a scalo e nel tempo: fai sempre riferimento alle indicazioni della tua compagnia e dell'aeroporto di partenza. Il contenuto non costituisce parere medico né psicologico. Se la paura interferisce in modo importante con la tua vita quotidiana, parlane con il tuo medico o con uno psicoterapeuta.